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Consiste nella rimozione di un’ampia sezione dell’osso del cranio e nell’incisione della dura madre per alleviare la pressione intracranica critica.
La cavità del cranio nel corpo adulto è una struttura ossea rigida e non estensibile di volume costante. In caso di trauma cranico grave, si sviluppa un massiccio edema del tessuto cerebrale o si forma un grande ematoma. Secondo le leggi della fisica, l’aumento del volume dei tessuti nello spazio chiuso porta a un aumento catastrofico della pressione intracranica.
Quando i metodi conservativi (coma indotto, farmaci per alleviare l’edema) cessano di funzionare, il cervello inizia a spostarsi nelle aperture naturali del cranio, dove è situato il tronco encefalico, che controlla la respirazione e il battito cardiaco. Per prevenire questa compressione fatale, il chirurgo crea artificialmente uno spazio aggiuntivo. Rimuovendo un ampio lembo osseo (di solito fronto-parieto-temporale), il medico permette al cervello edematoso di spostarsi verso il difetto creato, oltre i contorni del cranio, salvando così le strutture del tronco da ulteriori danni secondari. La successiva riduzione della pressione intracranica porta alla stabilizzazione della pressione di perfusione e alla prevenzione di cambiamenti ischemici secondari nel tessuto cerebrale.
Questa operazione è una misura estrema ed è eseguita esclusivamente per indicazioni vitali, in assenza di effetti del trattamento conservativo della pressione intracranica. L’intervento consente di normalizzare rapidamente l’afflusso di sangue al cervello e ridurre la pressione intracranica.
Il lembo osseo dello stesso paziente, dopo essere stato rimosso, viene temporaneamente conservato (posto in una banca congelatrice speciale o inserito sotto l’aponeurosi nell’area addominale del paziente). Dopo l’intervento chirurgico, il cervello rimane protetto solo da un lembo di tessuto molle (scalpo). Dopo alcuni mesi, quando l’edema si riduce completamente e il paziente si riprende, è essenziale sottoporsi a un secondo step del trattamento chirurgico — la cranioplastica (ripristino dell’osso o posizionamento di un impianto di titanio) per ristabilire l’estetica e la protezione dell’organo.
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