Frattura di Jefferson (eponimo, chiamato così in onore del neurochirurgo Jeffrey Jefferson che l’ha descritta) è una specifica frattura comminuta del primo osso cervicale. La lesione è caratterizzata da una compromissione simmetrica dell’integrità degli archi anteriore e posteriore della vertebra a causa di una rigida compressione assiale.
Il meccanismo classico della lesione consiste nell’applicazione di una potente forza verticale sulla colonna cervicale dritta. Questo avviene spesso quando un carico pesante cade direttamente sulla testa, quando una persona cade a testa in giù o quando si tuffa in acque poco profonde.
Sotto l’azione dell’energia cinetica, i condili occipitali del cranio si incuneano nelle masse laterali del primo osso cervicale. Poiché le faccette articolari sono inclinate, le masse laterali si spostano fuori con forza, rompendo l’anello osseo fragile nei punti più sottili.
Nel modello classico, si formano quattro frammenti ossei indipendenti. Il fattore critico per la stabilità in questa zona è il legamento trasverso dell’atlante. Se questo legamento si rompe, le masse laterali si allontanano significativamente, distruggendo completamente la funzione di supporto della giunzione craniovertebrale.
Il quadro clinico della frattura è spesso paradossale: il deficit neurologico grave (tetraplegia) si verifica raramente. Ciò è spiegato dal fenomeno dell’autodecompressione: il distacco dei frammenti ossei aumenta fisicamente il canale vertebrale, proteggendo così il midollo spinale dalla compressione diretta.
I principali sintomi includono dolore severo nella regione occipitale, limitazione acuta della rotazione della testa e una marcata sensazione di instabilità. Il paziente tende a sostenere riflessivamente la testa con le mani.
La radiografia standard non è sufficiente per la diagnosi a causa della sovrapposizione dell’ombra della mandibola. È necessario un’immagine a bocca aperta o una tomografia computerizzata multislice. Il trattamento prevede un uso prolungato dell’apparato Halo, mentre la fissazione chirurgica è necessaria in caso di rottura del complesso legamentoso.
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