Il processo di consolidamento della frattura avviene in diverse fasi rigorosamente sequenziali. Inizialmente, il sangue fuoriuscito dai vasi danneggiati coagula formando un coagulo che attrae le cellule riparatrici dell’organismo. Dopo alcune settimane, questo coagulo viene sostituito da un tessuto cartilagineo denso. In questa fase, i frammenti ossei sono già “incollati” tra loro, ma la resistenza meccanica è ancora assente.
Successivamente, le cellule specializzate mineralizzano la cartilagine con il calcio, trasformandola in osso trabecolare. La fase finale è un rimodellamento prolungato, in cui il callo grossolano viene riorganizzato in una struttura lamellare resistente allineata lungo le linee di carico fisico.
La comparsa di un’ombra caratteristica nuvolosa intorno alla zona della frattura nelle radiografie indica un buon inizio del processo di adesione. La completa ossificazione del callo è il criterio clinico principale per la rimozione del gesso o per l’autorizzazione al carico completo sull’arto.
Nella pratica medica si incontrano anche tipi patologici di callo, i più clinicamente rilevanti sono quello ipertrofico e quello atrofico. Il callo ipertrofico si verifica con eccessiva mobilità dei frammenti ossei e appare come una grande massa ossea. Il callo atrofico si sviluppa in condizioni di scarso apporto di sangue locale ed è spesso precursore della formazione di una pseudoartrosi.
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